Comune di Ricadi - Sito Ufficiale

Storia del comune

Presentazione

Il comune di Ricadi è situato tra il golfo di Sant'Eufemia (Lamezia Terme - CZ) e quello di Gioia Tauro (RC). Proprio il promontorio di Capo Vaticano divide i due golfi calabresi. A Nord confina con il comune di Tropea, a Sud con quello di Joppolo e ad Est, verso l'entroterra (Monte Poro), con quelli di Drapia e di Spilinga, tutti appartenenti alla provincia di Vibo Valentia. Ad ovest, invece, è bagnato per 12 km dal mar Tirreno.

 

spiaggiaAdagiata alla base dell'altopiano del Monte Poro si estende fino alle rive del mare (Promontorio di Capo Vaticano) dove bellissima è la spiaggia di Capo Vaticano. Interessanti i fondali di "Formicoli", dove si può ammirare una distesa di massi, per lo più di roccia granitica, ricchi di fauna. Bei panorami rendono pregevoli le spiagge di bianca e finissima sabbia di Grotticelle, Riaci e Tono. La particolare morfologia dei territorio con valli e profonde incisioni fluviali su un territorio dal tipico “terrazzamento a gradoni” permette di raggiungere agevolmente gli strati fossiliferi del Miocene. Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo, coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini e continentali. In alcune vallate è ancora presente la felce gigante tropicale Felce Gigante.


mulinoNel territorio di Ricadi esiste anche un mulino attivo in località Lampazzone. Altri mulini rimasero efficienti fino al secondo dopoguerra, ma ormai sono da considerare, ove esistono ancora, patrimonio storico. Il grano e gli altri cereali erano portati al mulino a dorso di asini, ma anche sulle spalle degli uomini e sulla testa delle donne. (I mulini ad acqua lungo il torrente della Ruffa sono in stato di totale abbandono, tranne uno nel territorio di Lampazzone di proprietà del signor Rizzo Giuseppe, il quale ancora provvede a mantenere la struttura settecentesca e continua a fare il mugnaio, macinando grano, granturco e orzo con le mole antiche).


Storia

ll comune, attualmente, è composto da Ricadi capoluogo e da alcune frazioni; Lampazzone, Barbalaconi , Orsigliadi, Brivadi, S. Nicolò, Ciaramiti e infine Santa Domenica.
La nascita di questi villaggi o frazioni, come oggi si chiamano, si perde nella notte dei tempi. Il Comune di Ricadi è abitato da epoche assai lontane e porta, ancora visibili, le tracce delle antiche genti. Una necropoli preistorica è stata scoperta a S. Domenica con le tipiche tombe a cupola scavate nell’arenaria, insieme a reperti di grandissimo interesse storico e archeologico resti di necropoli paleocristiane sono visibili a Ricadi, Brivadi, S. Nicolò e Santa Domenica. Molti reperti originari della zona di Ricadi dalla preistorica all’età greco-romana paleocristiana sono ora conservati nei Musei di Reggio Calabria e di Nicotera, ma purtroppo molti di più sono stati distrutti dalla furia devastatrice del cemento armato e della insipienza e ignoranza di coloro che erroneamente credono di costruire il progresso distruggendo le testimonianze del passato o i rapporti delle popolazioni con la loro storia.

Da insediamenti di età greca rimangono cocci disseminati in quantità notevoli tra Santa Maria di Ricadi e Torre Ruffa , mentre tracce di edifici di età romana si rinvengono i quasi tutto il territorio.

A Ricadi nacque Giuseppe Antonio Ruffa (1754-1816) studioso di filosofia, ma anche appassionato di ricerche matematiche e naturalistiche. Fu maestro di Pasquale Galluppi (1770-1846) noto filosofo di Tropea.

Ricadese fu anche il pittore Agostino Petracca (1829-1883), di cui si conservano nel capoluogo un S. Antonio , una Resurrezione e una riproduzione della Madonna di Romania. A Caria, frazione di Drapia, c’è una Trasfigurazione, mentre dipinti si trovano nella cattedrale di Mileto. Le componenti culturali più incisive vennero tuttavia del Cristianesimo, che ha dato anche i patroni al comune: sono S. Zaccaria e San Nicola, che vengono festeggiati rispettivamente il 5 novembre e il 6 dicembre.

Ciò non toglie che in passato un periodo di grande benessere sembra si possa considerare quello della dominazione araba, iniziato verso la fine dell’ottavo secolo dopo Cristo: in quell’epoca fiorirono i commerci e prese sviluppo la coltivazione dell’ulivo. I musulmani e Cristiani si scatenò una lotta senza quartiere, le cui conseguenze si ebbero anche nelle azioni piratesche e nelle scorrerie, in cui si specializzarono i Sareceni che abitavano i paesi rivieraschi dell’Africa mediterranea.

I loro saccheggi venero a cessare solo in tempi moderni quando le flotte degli Stati europei fecero fronte comune contro la pirateria. All’agricoltura e ai beni da essa derivati si riconduce anche la storia e non solo la vita economica di Ricadi, per più secoli legata alle sorti dei ventiquattro casali che costituivano il contado della città Tropea . Questa esercitava sui casali diritti di origine feudale confermati dagli Aragonesi e poi dal Regno Borbonico, riscuoteva tributi in natura o in danaro, aveva con gli abitanti dei casali i rapporti tirbutari che stabilivano gli esattori. La città di Tropea aveva un parlamento composto dai rappresentanti dei nobili e degli onorati, cioè dei borghesi agiati: i primi si riunivano nel sedile denominato Erculeo e i secondi nel sedile Africano. I sedili, o consessi, amministravano la città e il suo contado per mezzo dei loro sindaci mentre il governatore regio amministrava la giustizia.


I borghi

Gli antichi borghi pure se hanno poco di monumentale sono incredibilmente ricchi di storia, di leggende, tradizioni e folklore: Ciaramiti, il più piccolo, è forse il più suggestivo.

Santa Domenica, in un'ampia cornice di agrumi, chiamato così dal nome della santa, martirizzata al tempo di Diocleziano, nativa di questo luogo.

Nel 1977, in contrada Bagneria di S. Domenica, venne scoperta con necropoli del sec. XVI a.C. tombe a "grotticelle", in cui sono stati rinvenuti avanzi di corredi che accompagnavano le deposizioni funebri.  E' stato possibile ricostruire la forma consistente in una cella rotondeggiante a cupoletta a cui si accede attraverso uno stretto cunicolo che si apre ai piedi di un pozzetto verticale. Lungo la parete si aprivano delle nicchie nelle quali i defunti venivano collocati in posizione fetale. I reperti si trovano nel museo archeologico di Reggio Calabria.
A qualche centinaio di metri di distanza, in località Conte, si trova una necropoli d'epoca bizantina, con tombe scavate nella roccia calcarea


All'interno troviamo S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi con la sua piazzetta quadrata e la strada in salita lastricata in pietra viva, tutto ciò che rimane della bellezza dell'antico borgo.


Nella parte più alta, in una pianura, è situato Ricadi, che ha dato il nome a tutto il Comune, Lampazzone e Barbalaconi, con un filare di modeste abitazioni fatte di "breste" (blocchi di fango e pula), che parlano il linguaggio dell'antica povertà e semplicità

In tutti questi borghi, costituiti per lo più da un giro di case attorno al campanile, è possibile, ancora oggi, ammirare portali di antiche case padronali, scale esterne con balconi e loggiato in ferro battuto.

L'origine di questi borghi è intorno al sec. X in epoca bizantina, e i nomi che essi portano sono, come ha spiegato G. Rholfs, dei patronimici, tipici della lingua greco-bizantina.








La loro formazione si sviluppa nell'arco di molti secoli che vedono inizialmente una popolazione sparsa e più tardi, in epoca romana, concentrata nel sistema delle "villae", e finalmente, in epoca bizantina raccolta nei "choria" che sono i borghi attuali; questo sistema abitativo è rimasto pressocchè immutato.



Le Spiaggie

La costa di Capo Vaticano inizia con la Baia di Riaci e finisce con quella di S. Maria. spiaggia di riaci













Più dappresso, ha inizio la mitica spiaggia di Torre Ruffa ricca di storia e di leggenda.
Sotto la punta estrema del promontorio si alternano spiaggette la maggiore delle quali è la Praia del Fuoco, separata da faraglioni giganteschi, che emergono dalle acque e si protendono verso l'alto fin quasi ad arrivare alla sommità del Capo. Talune di queste rade e spiagge sono raggiungibili soltanto dal mare che in questo tratto è di una limpidezza cristallina.

La sabbia è bianca e finissima, il mare limpido e trasparente, tutto intorno è una danza di colori raggianti come animati dal sole e dalle brezze fra palme nane e cactus, il mirto, la ginestra, gerani, papaveri selvatici




English version
 
The municipality of Ricadi is located between the gulf of Sant'Eufemia (Lamezia Terme - CZ) and that of Gioia Tauro (RC).  The Capo Vaticano promontory divides the two gulfs. In the north it borders with the municipality of Tropea, to the south with that of Joppol, to the east, with Monte Poro, with towns such as  Drapia and Spilinga, all belonging to the province of Vibo Valentia. To the west, on the other hand, is has 12 km of coastline on the Mediterranean sea.
 
Lying at the base of the plateau of Monte Poro, it extends up to the sea shores  (Promontory of Capo Vaticano) where you will find the beautiful beach of Capo Vaticano.  There are also interesting backdrops such as "Formicoli", where you can admire an expanse of boulders, mostly of granite rock, rich in fauna. Beautiful panoramic views are provided from beaches of fine white sand of Grotticelle, Riaci and Tono. The particular morphology of the territory with valleys and deep incisions rivers  allows it  to easily reach and has rich with layers of pestiferous Miocene. On the beach you can find Shells typical of tropical seas, shark teeth, corals and there have been discoveries of skeletal parts of marine mammals and other mystical sea creatures.
 
In the territory of Ricadi there is also an active mill in the locality Lampazzone. Other mills remained active until the second world war, they are still a historical heritage. The wheat and other cereals were brought to the mill on the back of donkeys, but also on the shoulders of  men and on the heads of women. Today,the water mills along the river of the Ruffa are  totally abandonment, except for one in the territory of Lampazzone property of Mr. Rizzo Giuseppe, who still keeps the structure and works in the routine of the eighteenth century and continues to be the miller, grinding wheat, maize and barley in the old way.
Villages
 Currently, the district is composed of Ricadi as the capital and from a few villages; Lampazzone, Barbalaconi , Orsigliadi, Brivadi, S. Nicolò, Ciaramiti and finally Santa Domenica.
The birth date of these villages  is lost in the mists of time. The Municipality of Ricadi that has been inhabited since ancient times are considered to be every remote today , still visible however, are the traces of ancient peoples. A prehistoric necropolis was discovered in S.Domenica with the typical tombs, together with the discovery of great historical and archaeological assets such as the remains of paleo-Christian necropolis, visible in Ricadi, Brivadi, S. Nicholas and Santa Domenica. Many of these discoveries date back to prehistoric times and to the age of ancient Greek and Romans also the early Christian era some objects are now preserved in the Museums of Reggio Calabria and Nicotera, but unfortunately, many more have been destroyed by devastating fury of reinforced concrete and the naivety and ignorance of those who mistakenly believe to build progress by destroying the evidence of the past and the relationships of the populations to its history.
 
The settlements of the ancient Greeks brought the art of pottery,there are shards scattered in significant quantities between Santa Maria, Ricadi and Torre Ruffa , while traces of buildings from the Roman age are found almost all over the territory.
 
Ricadi is the birthplace of Giuseppe Antonio Ruffa (1754-1816) scholar of philosophy, but also passionate about mathematical research and naturalistic Science. He was the master of Pasquale Galluppi (1770-1846)a known philosopher of Tropea.
 
 The painter Agostino Petracca (1829-1883) was also from Ricadi, some of his artworks are preserved in the capital S. Antonio,one known as the Resurrection and reproduction of the Madonna di  Romania. In Caria, a village of Drapia, there remains one of his Transfiguration, while a few of his paintings are in the cathedral of Miletus. The cultural components  are attached to that of Christianity, that has also given  patrons to the local traditional festivities such as San Zechariah and San Nicola, which are celebrated each year on November 5th and December 6th.
 
This does not detract from the fact that in the past a period of great prosperity seems to be considered to be that of the Arab domination, which began toward the end of the eighth century AD, at that time olive cultivation flourished in trade development. Muslims and Christians where in a constant struggle, the consequences of which were also evident  in pirate activity and in raids, in which the Sareceni famliy living in the countries bordering the North Africa zone of the Mediterranean were experts .Their looting  was to cease only in modern times when the fleets of the European States created a common front against piracy.
 
 Agriculture and goods derived from it is also an important part of the history and not only the economic life of Ricadi, for more than centuries, it has been tied to the fate of the twenty farmhouses that were in the suburbs of the city of Tropea . Their trade and rights of feudalism is confirmed by the Aragonese and then from Bourbon Kingdom, levied taxes were payed in trade or in cash, there was a functional system of taxation. The city of Tropea had a parliament composed of the representatives of the nobles and the honored citizens, i.e. the wealthy bourgeois: the first class to be  seated in seats called Herculean and the second class in the so called African seat. From these seats, or forums, they administered the city and its suburbs by means of their mayors while the royal governor was the Minster of justice.
 
Ancient villages even if they are of  little monumental value, are incredibly rich in history, legends, traditions and folklore. Ciaramiti is the smallest and perhaps the most evocative.
 
Santa Domenica,located in a wide frame of citrus plants, named after  Saint Domenica, martyred in the time of Diocletian era was a native of this village.
 
In 1977, in S. Domenica, there was the discovery of XVI century BC necropolis tombs the so called "Grotticelle", in which they also found scrap kits which accompanied the funeral depositions. It was possible to reconstruct the shape consisting of a cell and a rounded dome which provided accessed through a narrow passage that opens at the feet of a vertical well. Along the wall opened the niches in which the dead were placed in fetal position. The findings are currently located in the archaeological museum of Reggio Calabria.
Within a few hundred meters of distance, in the locality Conte, there is a necropolis of Byzantine era, with tombs carved into the limestone rocks. In S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi  there are many uphill roads paved in stone, all that remains of the beauty of these ancient villages.
 
 
Ricadi is situated on higher grounds, on a plain, which gave the name to the this town.In Lampazzone and Barbalaconi,houses were made with a row of modest dwellings  made out of "breste" (blocks of mud and chaff), locals still speak the language of ancient times,in all of these villages, consisting of a round of houses around the bell tower, it is possible, even today, to admire portals of ancient houses with external stairs, balconies and wrought iron gates.
 
The origin of these villages go back to the X century in the Byzantine period, and the names they carry are( as G. Rholfs explaines ) patronymic names, typical of Greek and Byzantine languages.
 
Their construction develops over a period of many centuries that initially were in sparse population density and later on, in roman times, concentrated in the system of "village", and finally, in the Byzantine era in "choria" who are the current villages; this system of housing has remained almost unchanged to this day.
 
The Beaches
 
The coast of Capo Vaticano starts with the Bay of Riaci and ends with that of S.Maria,the legendary beach of Torre Ruffa is rich in history and legend.
Under the extreme tip of the promontory are alternated  small beaches of which the largest is the Praia del Fuoco, separated from gigantic rocks, which emerge from the waters and extend upwards. Some of these beaches are accessible only from the sea only.
The sand is white and fine, the sea crystal clear, all around there is a dance of colors radiant and animated by the sun and breezes between dwarf palms and cactus plants, myrtle plants, broom plants, geraniums and wild poppies.